Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ferdinando Donno [1591 - 1649]

Da “La Musa lirica” [1620]
Affetti platonici
VII
La bella mora.

   M’affiso agli occhi, e veggio, in due distinta,
di sereno splendor la luce altera;
m’affiso al volto, e veggio in sé dipinta
d’alta bellezza la fosc’ombra nera.
   Sì chiara è quella, in que’ bei lumi avinta,
che tiranneggia il sol, non ch’ogni sfera;
sì vaga è questa, in bruno vel discinta,
ch’ammiro d’ogni bel l’imagin vera.
   Da quella ho cinto il cor d’un laccio d’oro,
da questa ho punto il sen d’acuto strale;
ed a questo ed a quel languisco e moro.
   Né diè per altro Amor fero e letale,
che per farmi languir d’alto martoro,
la luce e l’ombra in parallelo eguale.




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