Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Ferdinando Donno [1591 - 1649]

Da “La Musa lirica” [1620]
Affetti platonici
II
Beltà singolare.

   Quando, ministra eterna, alzò Natura
sua mente a divisar quant’ella puote,
cacciossi oltra le stelle aurate, immote,
s’impennò nell’Idea più bella e pura.
   Fine tempre adoprò, pose ogni cura,
ond’il bel di là su qui giù dinote,
trasse la luce in due serene rote,
racchiuse il ciel tra picciola figura.
   Non so se, da che ’l sol calcò la spera,
vide, menando in giro i dì correnti,
meraviglia maggior, beltà sì vera.
   Amor, tu che l’interno ardi e tormenti,
fa’ ch’io spiegando in carte opra sì altera,
rimanga eterna a’ secoli vegnenti.




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