Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Cristina Dudley Paleotti [1650 - 1719]

Da “Poesie italiane di rimatrici viventi” [1716]
VIII

   D’alpe romita in cima, ov’or mi celo,
s’aggira il piè, non s’avvilisce il core,
che in van s’oppone al mio fedele amore
ampio mar, vasti monti, irato cielo.
   Certo sciolta n’andrà del mortal velo
quest’alma pria che mai spenga il mio ardore;
che non puote e non vuol cangiar tenore
la mia costanza, e sia colui di gelo.
   S’avanzi pure empia Fortuna, e al guardo
orribil mi presenti i suoi trofei;
né il crudo aspetto il piè farà più tardo.
   Io son costante, e in mille modi rei
vibri Amor pure il velenoso dardo;
sol morte aspetto, e non soccorso, o dèi.

9: fortuna > Fortuna. 12: constante > costante, oscillazione.





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