Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Claudio Achillini [1574 - 1640]

Da “Raccolta di sonetti d’autori diversi ed eccellenti dell’età nostra” [1623]
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Rosa di decembre donata alla sua donna.

   Per fare al verno un odorato oltraggio,
questa rosa su l’alba il seno apria,
e stolta in faccia di decembre ardia
recar superba a la campagna il maggio.
   Vidila dianzi in loco ermo e selvaggio,
e scusando fra me la sua follia,
la sottrassi a le brine, onde laguia,
ch’era troppo del sol debile il raggio.
   Eccola, Filli mia, come pentita
chiede, pria che di gel misera mòra,
degli occhi vostri ai caldi raggi aita;
   anzi dai labri, ov’ogni fior s’infiora,
sen vien modesta a mendicar la vita,
quinci un zefiro avrà, quindi un’aurora.




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