Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
96
Risponde al sudetto signor Talucci.

   S’avvien talor ch’al duolo io volga il tergo,
e che di lieti amor le carte imprima,
ah, ch’è finto il piacer ch’inalzo et ergo,
e male da la fronte il cor si stima.
   Poiché, TALUCCI, io nel mio petto albergo
fera che siede a’ miei pensieri in cima,
da le cui stelle scorto il cor sommergo
in mar di pianti, sotto infausto clima.
   Ma se fia mai che l’impiagato seno
per me si saldi, e la proterva Iole
più non mi pasca il cor d’aspro veleno,
   forse alzato il mio stil più che non suole
dal tuono de la fama, aureo baleno
potrà sperar su per l’eterea mole.

[Argomento]: Tallucci > Talucci. 5: Talucci > TALLUCCI.





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