Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
94
Risponde al signor Sebastiano Andreantonelli, amicissimo dell’autore.

   Anch’io le meste luci ho colme et ebre,
ANTONELLI, di lagrime lugubri,
e mia musa d’Amore entro i dilubri
piagne, sciolta la chioma e ’l vel funèbre.
   Ch’un biondo crin, due lucide palpèbre
furono a l’alma mia feri colubri;
né può medica mano, onde salùbri,
sanarmi il cor da l’amorosa febre.
   Et ella or pia m’alletta, or morde il labro
ver’ me sdegnata, e in doloroso cribro
m’aggira il volto or lusinghiero, or scabro.
   E s’io di lei lodando oso, o cinabro,
su l’ali del pensier m’inalzo e libro;
femmi de le mie pene incauto fabro.

2: Antonelli > ANTONELLI. 12-14: la terzina non sembra avere un senso compiuto.





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