Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
91
Il signor Sebastiano sopranominato [Andreantonelli] scrive all’autore, suo parzialissimo.

   Scorsa è sì dentro nel mio sen la fiamma,
che già comincia il cor cenere a farsi.
Non valsero le lagrime ch’io sparsi
de l’incendio ammorzar picciola dramma;
   non mi valse il fuggir lieve qual damma,
che lontan crebbe il foco, ond’io più n’arsi,
come suole talor face avanzarsi
di lume ch’in andar via più s’infiamma.
   Che far, lasso, debb’io, se nulla giova
pianto o fuga in amor, e in me può tanto
beltà di mora inusitata e nova?
   Dunque, MARCELLO, tu, tu ch’hai nel canto
più ch’umana virtù, rimedio trova,
perché in me cessi con l’ardore il pianto.

11: si aggiunge il punto interrogativo a fine v. 12: Marcello > MARCELLO.





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