Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
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Risponde al signor Pier Francesco Paoli, per le sue onoratissime doti meritevolissimo segretario del signor principe Savelli.

   Ch’io qui dispieghi in pastorali accenti
lungo il bel Tronto le mie calde voglie,
è ben opra d’Amor: ei mi discioglie
da le fonti degli occhi ampi torrenti.
   Ma se pietosi son gli antri e gli armenti,
ella fero rigor ne l’alma accoglie;
né mi val ch’ella senta a le mie doglie
piangere i rivi e sospirare i venti.
   Or s’han forza d’incanti i canti tuoi,
cangiale, qual a Dafne, in pianta il volto,
ch’io non posso placar gli sdegni suoi.
   Sia il piè fugace in pegno tronco accolto,
ch’almen, se non de’ frutti, io godrò poi
portar il crin de le sue frondi avvolto.

8: aivi > rivi.





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