Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
81
Il signor Antonio Megliori, canonico d’Ascoli, scrive all’autore in lode della sua pastorale.

   Cantar, MARCELLO, e le capanne e i rivi,
le gelosie, le cortesie, gli amori
di satiri, di ninfe e di pastori,
per mercar gridi al mondo eterni e vivi,
   neghiti il cielo; ond’a’ sudori argivi
di novi velli ad acquistar gli onori
desti de la tua Clio gli alti furori,
da l’alga umìl tanto lontani e schivi.
   Rivolgi a Marte i tuoi felici carmi,
se brami eterna vita, e in un s’a Lete
di Ventidio vuoi trar gli studi e l’armi;
   e cangia i fior del bosco in curvo abete
del mar tonante, e fa’ ch’omai pur s’armi
sì dotta penna a più lontane mète.

1: Marcello > MARCELLO.





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