Parnaso Italiano
Repertorio della poesia italiana tra Cinquecento e Seicento
Marcello Giovanetti [1598 - 1631]

Poesie [1622]
Sonetti
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Prega il signor Giovan Lodovico Gnetti, segretario del signor cardinale d’Ascoli, intrinseco dell’autore, che plachi la sua donna.

   Di bella fronte una disciolta treccia,
un par di stelle entro benigna faccia,
con maggior groppo ognor l’alma m’intreccia,
lasso, et al viver mio morte minaccia;
   né già sveller poss’io l’acuta freccia
dal profondo del cor, ch’arde et agghiaccia,
e sembra il plettro mio muta corteccia
presso lei, che da sé lunge mi scaccia.
   Così, benché movesse ogni aspra pietra,
contra le donne in su le traci arene
nulla poté impetrar famosa cetra.
   Tu sì, GNETTI gentil, fia che raffrene
lei, che sempre da me fugge e s’aretra,
con dolci d’eloquenza auree catene.

13: ‘s’aretra’, così nel testo.





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